SCIENZABLOG.COM
BLOG DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
lunedì 25 luglio 2011
Il Tg1 dà la colpa della strage ai videogiochi
Anders Behring Breivik, l'autore della strage norvegese, era, tra le altre cose, un cristiano fondamentalista di estrema destra, anti-islamico, antimarxista, appassionato di musica classica, caccia, videogiochi. Per il Tg1 di Minzolini, amante delle semplificazioni, la responsabilità sarebbe da addossare solo all'influenza nefasta esercitata da questi ultimi. Sì, certo, si trattava di videogiochi in alcuni casi definibili "violenti" o di guerra. Ma questi, per quanto in alcuni casi discutibili o di cattivo gusto, sono giocati ogni giorno da milioni di persone, che li utilizzano come valvola di sfogo e mezzo di intrattenimento, consci delle differenze esistenti tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Persone che, guarda un po', non se ne vanno in mezzo alla strada armati fino ai denti a compiere stragi. Sarebbe interessante capire perché Minzolini non si sia fermato su altre caratteristiche e passioni dello squilibrato in questione. Forse il fatto che avesse idee molto simili su tanti aspetti della vita, della società, sull'immigrazione a quelle spesso messe in mostra da diversi membri della maggioranza di questo governo - la Lega soprattutto, ma non solo - era troppo imbarazzante da far notare? Eppure basterebbe leggere spezzoni dei memoriali lasciati dal 32enne scandinavo per riscontrare tante somiglianze con il pensiero di gente come Borghezio, o Sallusti (certi editoriali sul pericolo che l'Occidente di venire sopraffatto dai musulmani sembrano venire pari pari da lì). O anche Giovanardi, e tutti coloro che ripetono ossessivamente la necessità di "valorizzare le radici cristiane dell'Europa". Forse, invece di far confezionare un servizio dai toni allarmistici contro i videogiochi, si poteva far notare che in un Paese come la Norvegia (ma non solo lì) in cui la polizia va in giro disarmata sarebbe stato meglio vietare la vendita di armi da fuoco, soprattutto di quelle automatiche? Già, perché alla fine sono le armi che uccidono, non i joypad o i controller della Wii. O almeno fare dei controlli più severi a chi ha il porto d'armi. Specie se poi costoro ordinano tonnellate di fertilizzante azotato per le proprie aziende. Ma forse sono ragionamenti troppo articolati. Prendersela contro i videogiochi (com'è accaduto stavolta, ma potevano essere i fumetti, il cinema horror, la musica rock contenente messaggi satanici se ascoltata al contrario...), è più facile e serve a mascherare la realtà ai più superficiali.
lunedì 30 maggio 2011
Si volta finalmente pagina
Non sembrano esserci più grossi dubbi. Secondo gli intention poll Sky, Giuliano Pisapia è, con netto margine, il nuovo sindaco di Milano (e De Magistris quello di Napoli). Non posso che godere per questa ormai probabilissima vittoria (ma già era un successo portare Pdl e Lega al ballottaggio, figuriamoci così). In primo luogo per la figura del nuovo sindaco meneghino, un moderato nel vero senso della parola, un politico preparato, garantista vero (cioè verso i deboli, non pelosamente nei confronti dei potenti, come qualcun altro), con un programma moderno e nel quale il rispetto dell'ambiente ha un ruolo importante nello sviluppo economico, sociale e urbanistico della città. Ma anche per la sconfitta della Moratti, un sindaco mediocre, sleale, trasversalmente sgradito ai cittadini, una candidatura debole, sostenuta in modo patetico e facendo ampio abuso dei media da parte della "macchina da guerra" berlusconiana. Da curatore di un blog scientifico, non posso che ricordare l'oscurantismo del sindaco uscente, in grado di nominare al ruolo di vicepresidente del CNR un antievoluzionista dichiarato quale Roberto De Mattei, colui che aveva interpretato le sciagure recentemente occorse in Giappone come manifestazione del castigo divino. Una sconfitta per questo governo, che ci stava portando verso la follia del nucleare, e ancora non è realmente convinto di accantonare lo sciagurato progetto, nonostante la Germania governata dal centrodestra abbia annunciato la decisione di chiudere le centrali. Una Moratti ambigua su temi fondamentali come quelli ambientali e della mobilità, e che, al contrario dello sfidante Pisapia, aveva dichiarato di essere "come sindaco" in disaccordo sulla conversione dell'ecopass in congestion charge. Con conseguente scarsa campagna di informazione e di sensibilizzazione da parte dell'amministrazione del capoluogo lombardo sul referendum ambientale che si svolgerà a Milano in contemporanea a quelli nazionali, il 12-13 giugno. La "freddezza" è stata motivata del sindaco uscente con la solita scusa della crisi economica, ma basterebbe (come propone il comitato "Milano si muove") estendere l'obbligo di pagamento del ticket anche a coloro che transiteranno sulla circonvallazione esterna alla città per ottenere fondi da utilizzare per il potenziamento del sistema dei mezzi pubblici. Per fortuna, ora il parere della Moratti non conterà probabilmente più. Milano volta pagina, e insieme a lei forse il Paese intero, mi sembra di sognare. Questa è una tappa decisiva nel percorso che porta a lasciarsi alle spalle il lungo incubo del berlusconismo.
martedì 26 aprile 2011
Berlusconi: "Stop (momentaneo) al nucleare solo per evitare il referendum"
A venticinque anni esatti dalla tragedia di Chernobyl, a poche settimane dall'altra - quasi ugualmente grave, come purtroppo col tempo apparirà chiaro - di Fukushima il nostro premier non trova nulla di meglio da fare che rendere esplicito ciò che già i sostenitori del referendum avevano capito. Il governo, in realtà, non ha nessuna intenzione di fermarsi davvero nella folle corsa all'atomo (che poi sarà soprattutto la solita distribuzione di appalti e favori agli amici, le centrali in Italia non le vedremo comunque, per fortuna), come ha precisato Berlusconi nella conferenza stampa durante il vertice con Sarkozy. "Se fossimo andati oggi al referendum, non lo avremmo avuto in Italia per tanti anni". Insomma, per adesso si blocca tutto, anche e soprattutto per evitare che il legittimo impedimento venga bocciato, tra un anno si riprenderà come se a Fukushima non fosse successo nulla. È normale, a ben guardare, che una dichiarazione del genere avvenga durante un evento simile, dato che è proprio dalla Francia che dovremmo comprare le tecnologie (già obsolete). Quello che fa ridere (o incazzare), oltre al tono, anche di voce, da delirio di onnipotenza totale delle dichiarazioni, è il totale disprezzo della tanto sbandierata "sovranità popolare". In altre parole, il succo della dichiarazione di Berlusconi è "il popolo avrebbe ribadito il suo fermo nucleare, quindi, siccome questo va contro i miei interessi, impediamogli direttamente di esprimersi". Geniale, no? Bello essere trattati come dei poveri deficienti in preda di paure immotivate (eh, sì... tanto immotivate che a Fukushima, costruita da giapponesi, è stato assegnato il livello 7: figuriamoci se a farla fosse stata la Impregilo). Fantastico poi il fatto che un uomo che ha dimostrato immensa ignoranza in materia, come dimostra il video qui sopra, si permetta di dire con tanta sicumera che "il nucleare è il futuro", affermazione che non si sente più nemmeno in bocca a fisici e ingegneri nucleari. Sì, il futuro del 1960...
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